lunedì 14 gennaio 2008

Pagare tutti per pagare meno

dalla costituzione pastorale Gaudium et spes, 76
Certo, le cose terrene e quelle che, nella condizione umana, superano questo mondo, sono strettamente unite, e la Chiesa stessa si serve di strumenti temporali nella misura in cui la propria missione lo richiede. Tuttavia essa non pone la sua speranza nei privilegi offertigli dall'autorità civile. Anzi, essa rinunzierà all'esercizio di certi diritti legittimamente acquisiti, ove constatasse che il loro uso può far dubitare della sincerità della sua testimonianza o nuove circostanze esigessero altre disposizioni.


Tutti gli edifici di proprietà della CEI non sono sottoposti a tassazione ICI, causando un mancato introito statale (e quindi un maggior esborso per i cittadini) stimato in un milione di euro all'anno. Se invece di sbattere in tv per la pubblicità dell'8permille le facce dei poveracci che fa finta di voler aiutare, la CEI pagasse l'ICI come tutti, i poveracci avrebbero indirettamente meno tasse da pagare e una vita più dignitosa, senza dover chiedere l'elemosina sulla strada, o in una canonica, poco cambia.

A quando un po' di coerenza?

domenica 13 gennaio 2008

Rifiuti

Desideravo tanto scrivere un post sull'"emergenza" rifiuti in Campania.

Sono infatti rimasto un po' schifato dal vedere come anche la RAI abbia accettato di occuparsi dei rifiuti napoletani, accompagnando la mia colazione con le emissioni di Paolo Cirino Pomicino che, dagli studi di Rainews24, dopo essersi vantato di far ancora parte dell'AADDC (Associazione A Delinquere Democrazia Cristiana), ha osato porre sullo stesso piano le responsabilità dei governi da quindici anni a questa parte nell'emergenza rifiuti con la responsabilità storica di Garibaldi che ha portato la Campania in Italia...

Sono rimasto un po' incuriosito dalle dichiarazioni di alcuni letterati che pontificavano sul fatto che Napoli stia scontando alcune non meglio definite "colpe storiche".

Hanno poi molto stuzzicato la mia fantasia vedere le reazioni dei vari governatori che il pattume campano sui propri territori non lo volevano: segno che quindici anni di propaganda leghista hanno trovato in Italia numerose menti sufficientemente stupide su cui attecchire. Quanto all'orgoglio napoletano, ho trovato eccezionale la dichiarazione di un passante ai microfoni del TG1:
Almeno noi non siamo razzisti...

Per finire, uno spunto di riflessione: l'inceneritore di Venezia

sabato 29 dicembre 2007

La gelosia come sentimento secondo natura

Ispirato dal canto XXVIII dell'Orlando furioso, e applicando il ragionamento usato da Dawkins relativamente alla selezione naturale, sono giunto a una (ritengo) edificante riflessione sulle tragedie dell'animo umano e, in particolare, della gelosia.

==INIZIO EXCURSUS ARIOSTESCO==
Il cavaliere arabo Rodomonte, scoperta l'infedeltà della sua amata, lascia il campo di battaglia e vagando, si ferma in un'osteria dove l'oste gli racconta la storia di un romano, Iocondo, che viene invitato dal re longobardo Astolfo, per essere confrontato a sé stesso in bellezza. Avendo entrambi scoperta l'infedeltà delle rispettive compagne, iniziano un viaggio per l'Europa col preciso intento di godere delle femminee dolcezze senza contrarre legami:
- Lasciàn (disse Iocondo) queste ingrate,
e proviam se son l'altre così molli:
facciàn de le lor femine ad altrui
quel ch'altri de le nostre han fatto a nui.

46 Ambi gioveni siamo, e di bellezza,
che facilmente non troviamo pari.
[...]
48 Travestiti cercaro Italia, Francia,
le terre de' Fiaminghi e de l'Inglesi;
e quante ne vedean di bella guancia,
trovavan tutte ai prieghi lor cortesi.
Davano, e dato loro era la mancia;
e spesso rimetteano i danar spesi.
Da loro pregate foro molte, e foro
anch'altretante che pregaron loro.

49 In questa terra un mese, in quella dui
soggiornando, accertarsi a vera prova
che non men ne le lor, che ne l'altrui
femine, fede e castità si trova.
Dopo alcun tempo increbbe ad ambedui
di sempre procacciar di cosa nuova;
che mal poteano entrar ne l'altrui porte,
senza mettersi a rischio de la morte.

50 Gli è meglio una trovarne che di faccia
e di costumi ad ambi grata sia;
che lor communemente sodisfaccia,
e non n'abbin d'aver mai gelosia.
Infine decidono di prendere una ragazza spagnola, che sia compagna di entrambi, nella speranza che potendo soddisfare i richiami della carne con due uomini giovani e valorosi, non li tradisca. Sono infatti entrambi convinti che le loro mogli li abbiano traditi solo per noia di avere sempre a fare con lo stesso uomo, disse infatti Iocondo riferendosi alla moglie:
Non era colpa sua più che del sesso,
che d'un solo uomo mai non contentosse
Anche la ragazza spagnola però li tradisce, con un ragazzo di cui già da bambina s'era invaghita. Loro erano convinti il tradimento fosse dettato dalla pulsione sessuale, questo fu dettato dall'amore.
==FINE EXCURSUS ARIOSTESCO==

Tornando al mio ragionamento, la gelosia è un sentimento giustificato dalla selezione naturale: la femmina sceglie un partner che dia le migliori probabilità al suo (della madre) corredo genetico di venire trasmesso (quindi sceglierà un maschio in salute, i cui figli sopravvivano e abbiano a loro volta buone probabilità di riprodursi e trasmettere i geni dei genitori). Inoltre la donna non è (in questa prospettiva) necessariamente monogama perché, essendo certa la discendenza materna dei figli, ha la certezza di investire le proprie cure parentali in figli esclusivamente propri, quindi ogni scappatella con un maschio (purché sia in salute e in forze) non può che aumentare il proprio (dei propri geni) successo evolutivo.
Da parte sua, invece, se il padre non sta abbastanza attento alla fedeltà della partner, rischia di accudire prole non sua, diminuendo la probabilità dei propri geni di essere trasmessi.

Il motivo per cui queste considerazioni dovrebbero influenzare l'etologia? Semplicemente, qualsiasi individuo maschio o femmina vissuto nel passato, che segua questo schema di pensiero ha maggiori probabilità di avere discendenti viventi di chi non lo segue.

La gelosia (maschile) e l'infedeltà (di ambo i sessi) aumentano le probabilità di successo evolutivo, quindi sono sentimenti naturali.

Ultimo tassello della mia dimostrazione, è spiegare come questi sentimenti siano trasmessi dai genitori ai figli: in mancanza di una trasmissione genetica (ipotesi teoricamente preferibile), è ipotizzabile un condizionamento culturale nella fase dell'allevamento.
se fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s'è fatto apposta.
Alessandro Manzoni, Promessi Sposi, ultima riga

venerdì 7 dicembre 2007

Finanziaria 2008, vista dall'estero

da italieni.it
un articolo apparso sul Frankfurter Allgemeine Zeitung

Il governo Prodi non è caduto durante l'approvazione della
finanziaria per il 2008. Ma sarebbe stato meglio per le
finanze dello stato italiano se questa volta la legge fosse
stata bocciata e si fosse andati all'esercizio provvisorio.
Nella nuova finanziaria, infatti, le misure di risparmio
hanno solo un ruolo simbolico mentre la discussione
politica si è concentrata solo sull'introduzione di spese
aggiuntive.

mercoledì 28 novembre 2007

Clandestini

Da domenica 11 a sabato 17 novembre sono stato in gita scolastica in Grecia, quella terra che tre millenni fa ospitava i progenitori della civiltà occidentale e che ora per la sua collocazione geografica si trova, suo malgrado, ad essere la porta tra oriente e occidente: le frontiere orientali della Grecia sono anche le frontiere orientali dell'Europa, e per i clandestini desiderosi d'entrare nell'"Europa ricca", la barriera da superare è una sola, grazie agli accordi di Schengen, appunto il confine orientale greco.

La polizia portuale, conscia del fenomeno, controlla le navi in partenza e in arrivo, anche con agenti in borghese che assistono le opeaizioni di carico/scarico, ma i clandestini si nascondono nelle stive delle navi, insieme alle merci, approfittando della confusione all'imbarco: ecco una foto scattata verso la recinzione del porto di Patrasso.

Sotto, lo zoom:


Arrivato ad Ancona, ho visto alcuni uomini allontanarsi a piedi dal porto...

Buon lavoro alla polizia portuale!

lunedì 26 novembre 2007

Selezione naturale

Richard Dawkins, L'orologiaio cieco, traduzione italiana di Libero Sosio, cap. V, pag.190
[...] apprezzare la natura interamente automatica e non deliberata della selezione naturale. Le "macchine" della replicasi non "sanno" perché producono molecole di RNA: questa loro attività è solo un prodotto secondario della loro struttura. E le molecole di RNA stesse non sviluppano una strategia allo scopo di conseguire la loro duplicazione. Anche se potessero pensare, non c'è alcuna ragione per cui un'entità pensante dovrebbe essere motivata a fare copie di se stessa. Se io sapessi come fare copie di me stesso, non sono certo che darei a questo progetto un'alta priorità in concorrenza con tutte le altre cose che voglio fare: perché dovrei? Ma la motivazione non è pertinente per le molecole. È solo che la struttura dell'RNA virale si trova a essere tale da indurre il meccanismo cellulare e sfornare copie di se stesso. E se qualche entità, da qualche parte dell'universo, si trova ad avere la proprietà di essere capace di produrre altre copie di se stessa, verranno automaticamente all'esistenza, com'è ovvio, un numero sempre maggiore di copie di quell'entità. Non solo, ma, dato che esse formano automaticamente linee genealogiche e che contengono di tanto in tanto errori di copiatura, le versioni posteriori tenderanno a essere "migliori", nel formare copie di se stesse rispetto alle versioni anteriori, a causa dei potenti processi di selezione cumulativa. Tutto questo è estremamente semplice e automatico. È tutto così prevedibile da essere quasi inevitabile.[...]

Il caso è chiuso.

giovedì 1 novembre 2007

Il principe e la giustizia

Daniele Luttazzi:
"Non ho mai visto un innocente darsi così tanto da fare per farla franca..."

Luttazzi si stava riferendo a Berlusconi, ma il ragionamento è applicabile a tutti i politici che interferiscono nella giustizia. L'esempio contemporaneo è Mastella, che richiede il trasferimento di chi indaga sul suo conto.

A riguardo, mi permetto di proporre una soluzione per la situazione attuale della giustizia in Italia: i tribunali sono bloccati, le udienze vengono fissate da un anno all'altro, alla fine la sentenza è nella quasi totalità dei casi di prescrizione, grazie alla ex-Cirielli (legge 251/2005). Principalmente questo è causato dal fatto che in Italia la prescrizione continua demenzialmente a correre anche quando il processo è in corso: l'avvocato difensore fa rinviare il processo con cavilli vari, finché non scade la prescrizione, e l'imputato viene assolto. Questo avviene solo nel caso in cui l'imputato sia in grado di permettersi di pagare un avvocato per tutti gli anni fino alla scadenza della prescrizione. Quindi la legge non è uguale per tutti, con buona pace dell'articolo 3 della costituzione repubblicana.

Soluzione: dopo il rinvio a giudizio, la prescrizione non vale più. L'imputato che sa di essere colpevole e quindi inevitabilmente destinato a una condanna, non ha più interesse a rinviare il processo all'infinito, e preferisce patteggiare all'inizio del processo, risparmiandosi i soldi dell'avvocato e un terzo della pena. Anche il patteggiamento va però permesso solo nella fase iniziale del processo.

Grazie per l'attenzione e buona continuazione.