giovedì 25 ottobre 2007

Un salario da operaio

da www.italieni.it
articolo apparso su Le Temps, giornale svizzero francofono

Il padrone nei panni degli operai
Ha resistito venti giorni, poi è rimasto senza soldi.
Allora ha deciso di aumentare lo stipendio ai suoi operai
di 200 euro netti al mese. L'esperimento di Enzo Rossi, un
piccolo produttore di pasta delle Marche, è guardato da
alcuni colleghi con interesse e da altri con diffidenza. Ad
agosto questo imprenditore, che dà lavoro a una ventina di
persone, ha deciso di mettersi nei panni dei suoi operai, o
meglio nelle loro condizioni finanziarie, tagliando il suo
stipendio e quello della moglie. "Abbiamo fatto molta
attenzione, ma dopo venti giorni non avevamo più niente".

P.S.: l'azienda si chiama "La Campofilone" ed è situata nell'omonimo comune in provincia di Ascoli Piceno.

3 commenti:

franco ha detto...

ci sono persone illuminate, che compiono atti che dovrebbero essere normali, ma sembra invece che facciano notizia...

Marco Mattiolo ha detto...

Si tratta di giustizia sociale, non certo di un atto dovuto.
L'unico atto dovuto di un imprenditore è mantenere gli stipendi dei lavoratori sufficientemente bassi da vendere il prodotto a un prezzo competitivo, altrimenti se li mantenesse alti al contrario dei concorrenti, dovrebbe chiudere, e gli operai resterebbero privi anche di quel misero stipendio che hanno. É effetto della concorrenza: quando un industriale abbassa gli stipendi dei suoi dipendenti e può quindi permettersi un prezzo più basso del prodotto in vendita, anche i suoi concorrenti sono costretti a abbassare il prezzo, risparmiando sulle materie prime (cioè sulla qualità del prodotto) oppure sulla manodopera (cioè sugli stipendi dei lavoratori).
Questo imprenditore fa notizia perché va contro le "regole del sistema".

izzio ha detto...

una buona notizia. possiamo solo augurarci che qualcun altro segua il suo esempio, anche se non c'è da crederci molto. staremo a vedere.