giovedì 16 luglio 2009

Rapimento Abu Omar

L'imam di Milano Hassam Mustafa Osama Nasr (noto come Abu Omar) fu rapito per strada a Milano da un gruppo di agenti della Cia e dei servizi segreti italiani. "Non capivo nulla di ciò che stava succedendo" scrisse poi. "Cominciarono a tirarmi pugni allo stomaco e dappertutto. Mi avvolsero completamente la testa e la faccia con nastro adesivo, ritagliando aperture per il naso e la bocca perché potessi respirare." Lo trasferirono in Egitto, dove restò in una cella buia, in cui "scarafaggi e ratti mi camminavano addosso", per quattordici mesi. Nasr rimase in prigione in Egitto fino al febbraio 2007, ma riuscì a far uscire una lettera di undici pagine con il resoconto degli abusi subiti.
Scrive di aver subìto ripetute torture tramite elettroshock. Secondo il resoconto del "Washington Post", fu "legato a una rastrelliera di ferro soprannominata 'la sposa' e colpito con taser elettrici" oltre a essere "legato a un materasso bagnato sul pavimento. Mentre uno degli uomini che lo interrogavano sedeva su una sedia di legno appoggiata sulle spalle del prigioniero, un altro azionava un interruttore, riversando scariche di elettricità nelle molle del materasso". L'elettroshock gli fu applicato anche ai testicoli, secondo Amnesty International.

Naomi Klein, Shock economy (Rizzoli 2007)
Traduzione di Ilaria Katerinov
Pagina 57 dell'edizione italiana


Ma è possibile che sul suolo dello stato sovrano "Repubblica italiana", uno non può camminare tranquillo perché americani, mafiosi e preti si comportano come se fossero i padroni?

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